Pietro Leemann

Ristorante: Joia
Indirizzo: via Panfilo Castaldi, 18 – 20124 – Milano
Tel.: +39 02 29522124
Web: joia.it
E-mail: joia@joia.it

Lui alto, tranquillo, sornione, riflessivo, pacato, timido, incline alla meditazione, gran lettore di libri. Non si direbbe, a vederlo, che covi dentro di sé il gusto dell’avanguardia: che nel suo caso non significa la tavola show, la cucina tecno-emozionale, i piatti-spettacolo, bensì la dolce grazia della natura, l’amore sincero – e diremmo ricambiato – per il mondo vegetale.

Pietro Leemann, nato a Locarno nell’estate del 1961, è uno che nel 1989 apriva il suo Joia in un quartiere milanese che si stava sempre più popolando di kebaberie e ristoranti etiopi – oggi ha intrapreso tutt’altra strada, probabilmente più stilosa – proponendo un’inedita “alta cucina naturale”, che poi era un modo per non dover dire “cucina vegetariana”, espressione che atterriva (atterrisce?) i più.

La sua scelta si rivelerà azzeccata, tanto che Joia sarà il primo locale di quel tipo ad aggiudicarsi la stella, nel 1996. Derivava dal suo percorso di formazione come chef, e come uomo. Leemann ha sempre nutrito un profondo amore per la natura, fin da bambino: «I miei genitori, Ada (bravissima cuoca, famosi le sue torte e il biscotto arrotolato a orecchia di elefante. Il piccolo Pietro la aiutava in cucina, ndr) e Alfredo, erano insegnanti e cultori di alimentazione buona e naturale». Cresce a Minusio, in una casa con un grande orto «che sarà il luogo dei miei giochi, fantastici e immersi nel verde». Dopo gli studi alla scuola alberghiera, dai 16 ai 29 anni si dedica ai viaggi e alla formazione: prima un po’ di pratica in ristoranti di cucina tradizionale italiana e francese, poi l’incontro con la nouvelle cuisine e la cucina italiana più innovativa: Angelo Conti Rossini (grande cuoco ticinese conosciuto perché ospite un giorno a cena a casa dei Leemann: porta una bavarese alla vaniglia che folgora il futuro chef), Fredy Girardet («Il miglior ristorante in assoluto dove ho lavorato»), Gualtiero Marchesi in Bonvesin della Riva, nel 1984. Dal 1986 e per due anni vive in Cina e Giappone; esperienze decisive, con un fiore all’occhiello: è stato insegnante a Osaka presso la prestigiosa Scuola di Cucina Tsuiji. Al ritorno in Italia, ecco il Joia.