Giuseppe Carrus

Ristorante: cucina.eat
Indirizzo: Piazza Galileo Galilei, 1 – Cagliari
Tel.: 070 099 1098
Web: shopcucina.it

Sardo di mondo, come lo definisce qualcuno, e cagliaritano di fatto, gira l’Italia e non solo alla scoperta di vini, cantine, territori, ma anche di birre, distillati e cocktails d’autore.
È stato maître-sommelier alla Glass Hostaria di Cristina Bowerman. Da tanti anni in forza nella redazione del Gambero Rosso, è vicecuratore della guida Vini d’Italia. Diverse le collaborazioni, sia in testate specializzate, sia in scuole dove insegna principalmente tecniche e metodi per l’assaggio di vini e alimenti. L’ultima avventura risale a settembre 2013: ha aperto a Cagliari, con la moglie Alessandra, cucina.eat, luogo in cui la cucina è al centro e il resto è tutto da scoprire.

Racconta: «Sono nato e cresciuto in quell’isoletta del centro del Mediterraneo di cui si sente parlare, specie in estate, per il mare, per i locali sulle spiagge, per le vacanze. Ahimé. Eppure, se penso alla mia infanzia, mi vengono in mente la campagna, i vigneti e il latte appena munto. Mio zio produce vino, l’altro zio formaggio e il mio babbo era cacciatore. La mia vita si scandiva tra vendemmie, arrosti della domenica e soffitte piene di caci freschi da rosicchiare di nascosto facendo credere che Remy (topolino gourmet del celebre film Ratatouille) esistesse già allora. Poi sono diventato grande anch’io. Studi nel capoluogo sardo e dritto all’Università. Per un attimo ho pensato di dover fare l’ingegnere (!), ma poi, complice un bicchiere di troppo ho detto a mia mamma (rischiando lo sfratto): “Voglio assaggiare, bere e parlare di vino, questo sarà il mio lavoro!”».

Laurea in Scienze della Comunicazione, tesi sul linguaggio delle guide gastronomiche, diploma di sommelier, corsi e corsetti all’estero, ma soprattutto il Master del Gambero Rosso «che rappresentava per me la sintesi e l’anello di congiunzione tra studi e passione». Dopo di che ci sono solo tanti assaggi, migliaia e migliaia. «Ed eccomi qua. Tranquilli, non mi pagano solo per bere: scrivo per (quasi) tutte le guide che il Gambero Rosso sforna, non manca il pezzo sul mensile e, già da un po’, il mio accento ha fatto la sua apparizione su Gambero Rosso Channel. Dimenticavo. C’è una cosa che amo veramente fare. Insegnare ciò che già so. Poca didattica, quella la si trova nei testi, molte esperienze personali, raccontate a modo mio. Voglio trasmettere sensazioni più che nozioni. Quasi mai ci riesco, ma di sicuro mi diverto. E anche chi chiacchiera con me sembra divertirsi. Forse solo perché nelle mie lezioni si beve sempre? Non so. Volete provare? Bene, giusto il tempo di avvinare i bicchieri…».