Antonio Tubelli

Ristorante: Gourmeet
Indirizzo: via Alabardieri 8 – 80121 – Napoli
Tel.: +39 081 794 4131
Web: gourmeet.it

Galeotto fu un libro e chi lo scrisse. Nel caso di Antonio Tubelli, a fargli cambiare vita è stato un amico dal quale ebbe in regalo “Il cuoco galante”, vergato nel 1773 da Vincenzo Corrado. Stravolse le sue prospettive: «Leggere vecchi testi di grandi narratori, prima ancora che fini gastronomi, come Corrado o Antonio Latini con lo “Lo scalco alla moderna” (1692) o ancora Ippolito Cavalcanti con il “Trattato tecnico pratico” del 1837, mi ha aperto un mondo. Ho scoperto una cucina ricca, complessa, precorritrice di filoni culinari che sarebbero comparsi solo alcuni secoli dopo. La Nouvelle Cuisine già c’era nel 1600, quando la cacciagione veniva accostata ai prodotti del mare sulle ricche tavole delle corti napoletane».

Lui fino ad allora si era occupato di tutt’altro. Ex sessantottino, già programmatore elettronico, poi sindacalista per un ventennio. Ma era pur figlio del quartiere dei Vergini a Napoli, crogiuolo di voci, sapori e odori. Quegli stessi che avrebbe riproposto al suo Timpani e Tempura, bottega con otto posti a sedere a pochi passi da Piazza del Gesù. Qui, con il fratello Lucio, si è dedicato a lungo alla riscoperta di prodotti dimenticati, come il pomodoro tigrato o il giallo carolina, i provoloni, i pecorini, il maiale nero casertano. Ne sono nati indimenticabili gattò, sartù di riso, melenzane a scarpone, scammaro ai friarielli… Il locale era sorto nell’ottobre del ’98, dopo che Tubelli prima si era cimentato nell’apertura del circolo Arcigola “Il Pozzo”, sempre nel centro di Napoli, laboratorio gastronomico ante litteram, correva l’anno 1988; poi era transitato da un maestro della cucina italiana, Angelo Paracucchi, rivestendo il ruolo di executive chef alla Locanda dell’Angelo di Sarzana dal 1995 al ’97.

Nel 2014, Timpani e Tempura si è trasferito all’interno di Eccellenze Campane; dal maggio 2016 nuovo cambio di scena: Tubelli è diventato il nuovo chef ai fornelli di Gourmeet, il market di Chiaia. L’ispirazione è sempre la stessa. E’ inoltre docente all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.