foto © Brambilla e Serrani

Aimo e Nadia Moroni

Ristorante: Il Luogo di Aimo e Nadia
Indirizzo: via Montecuccoli, 6
20147 – Milano
Tel.: +39 02 416886
Web: aimoenadia.com
E-mail: info@aimoenadia.com

Aimo Moroni nasce a Pescia, in Toscana, nel 1934. Alla fine della guerra, nel 1946, viene a Milano: ha dodici anni e inizia subito a lavorare, vende caldarroste d’inverno e gelati in estate. Nel 1955 con l’aiuto della mamma Nunzia, cuoca, prende in gestione la cucina di un ristorante in via Copernico. Nel 1957 Nadia (classe 1940, di Chiesina Azzanese, 9 km da Pescia), amica d’infanzia e vicina di casa – curiosità; sono entrambi figli di carabinieri – giunge a sua volta in città, e vi rimarrà per sempre, a fianco di Aimo, moglie, compagna di vita e di lavoro. Nel 1962 si mettono in proprio e rilevano un bar in via Montecuccoli, Stella era scritto sull’insegna, profetica, e vi aprono un locale, tuttora sede del Luogo. E’ una semplice trattoria, nella quale Aimo e Nadia costruiranno il loro progetto.

Durante i primi anni propongono alla loro clientela una cucina legata alla comune terra di origine, la Toscana, di cui conoscono storia, tradizioni, prodotti, e dalla quale provengono molte materie prime che utilizzano; allo stesso tempo iniziano a conoscere cibi provenienti da altre regioni con i quali sperimentano nuovi piatti e abbinamenti. Scelgono dunque un percorso lontano dalla cucina “alta”, d’impostazione prettamente francese: il loro piatto simbolo, gli Spaghetti al cipollotto fresco e peperoncino, prima versione nel 1965, nascono per nobilitare la pasta aglio, olio e peperoncino che impazzava senza rispetto. Alla fine degli anni Settanta conquistano definitivamente i favori di critica e pubblico, in un crescendo di consensi: prima stella nel 1980, la seconda dieci anni più tardi, sempre confermata. Aimo il guizzo della creazione, Nadia la continuità.

Oggi il loro ristorante vede impegnata la loro figlia Stefania e in cucina Fabio Pisani e Alessandro Negrini, splendidi a interpretare la filosofia dei Moroni. Aimo: «Mi manca lo stare ai fornelli, l’andare a fare la spesa… A volte mi viene la tentazione: ma poi mi fermo, perché capisco che sarebbe una sorta d’invasione, andrei a scombinare un meccanismo che funziona».