Il G7 dell’agricoltura s’impegna contro la fame

La lotta passa dalla scelta degli ingredienti, la giusta remunerazione dei fornitori e la lotta allo spreco. Anche gli Ambasciatori del Gusto possono impegnarsi

«Insieme per migliorare il futuro». È l’intento degli Ambasciatori del Gusto. Ma quale futuro? Quello dell’agroalimentare che sta alla base del gusto italiano e, a cascata, quello di chi quelle materie prime le trasforma e le serve in tavola. Chi tratta, però, in qualsiasi modo la materia “cibo” non può non considerare l’altra faccia della medaglia, quella di chi soffre la fame: secondo i dati 2015 del World Food Program 795 milioni di persone nel mondo. «Oggi sono 815 milioni», ha sottolineato il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, intervenendo all’evento Fame Zero, e richiamando i Ministri dell’Agricoltura del G7 riuniti a Bergamo, alle loro responsabilità.

Negli incontri del G7 dell’Agricoltura che si sono svolti lo scorso weekend del capoluogo orobico i Ministri partecipanti hanno affrontato il tema con l’obiettivo dichiarato di portare «500 milioni di persone fuori dalla fame entro il 2030». Per questo, come ha detto il ministro Maurizio Martina, è stata adottata all’unanimità la “Carta di Bergamo”. Una serie di indicazioni programmatiche atte a preservare il reddito dei piccoli agricoltori dalle crisi climatico-ambientali dando mandato alla Fao di studiare un programma di azioni e individuare una definizione unitaria di evento catastrofico. Le altre indicazioni sono la maggiore cooperazione agricola con l’Africa dove il 20% della popolazione soffre di povertà alimentare; una maggiore trasparenza nei prezzi del cibo in difesa del ruolo degli agricoltori nelle filiere; l’adozione di politiche concrete per la tracciabilità e lo sviluppo di sistemi produttivi legati al territorio e, non ultimo, battere lo spreco alimentare che oggi coinvolge un terzo della produzione alimentare mondiale.

Non è un paradosso mettere questi temi tra quelli in evidenza per gli Ambasciatori del Gusto: la scelta degli ingredienti, la giusta remunerazione dei fornitori e la lotta allo spreco sono tutti obiettivi più che perseguibili per chi si muove dell’ambito dell’enogastronomia. «Ci sono temi sui quali dovremo aumentare ancora gli sforzi, come la protezione dei suoli e la biodiversità, la maggiore trasparenza nella formazione del prezzo del cibo e la riduzione radicale dello spreco alimentare. Su questi fronti serve più consapevolezza, ognuno deve sentire forte la propria responsabilità», ha concluso il ministro Martina spiegando il perché a Bergamo ci sono stati molti incontri sul tema del diritto al cibo in continuità con Expo Milano.

«Se sono 815 milioni di persone nel mondo che soffrono la fame ogni giorno ce ne sono 1,5 miliardi obese. Ci sono anche 36 milioni di persone che ogni anno muoiono per mancanza di cibo e 29 milioni che periscono per malattie dovute ad un eccesso di cibo – commenta concludendo la presidente di Ambasciatori del Gusto Cristina Bowerman –. Expo 2015 ha permesso di puntare i riflettori su questo grande e complesso tema, lanciando un guanto di sfida e noi tutti, senza esitare, abbiamo raccolto. Insieme al Governo, alle istituzioni, associazioni e amici coinvolti, anche noi Ambasciatori del Gusto combattiamo ogni giorno questa grande guerra del diritto al cibo che, come ha ribadito anche Papa Francesco durante la giornata mondiale dell’Alimentazione, non consente a milioni di esseri umani di guardare al futuro con fondata fiducia».

Mariella Caruso